Tennis da tavolo, Bowling, Equitazione

CAMPIONATI OCEANICI DI TENNIS DA TAVOLO, PERTH, AUSTRALIA 1992:
L’atleta Marius Zimmermann (Nuova Zelanda, che vediamo in una fase del match) riuscì a strappare la vittoria nella finale a Lao Park Lao (Is. Samoa) in una maniera piuttosto singolare: ad una battuta molto liftata del samoano, che conduceva nettamente il match, il neozelandese rispose inghiottendo istintivamente la pallina e stramazzando a terra con un tuffo plastico. Dopo i primi momenti di sconcerto e preoccupazione, uno dei commissari estrasse la piccola sfera bianca dalla gola del malcapitato Zimmermann con un mestolo e il giocatore poté riprendere posto davanti al tavolo. L’incontro, però, fu sospeso e Zimmermann si aggiudicò il titolo di Campione d’Oceania per forfait: infatti, l’avversario fu preso da un attacco di riso incontrollato (come tre quarti del pubblico) di tale entità da non poter più stringere la racchetta tra le mani. Lao venne ricoverato in grave stato confusionale nel Ospedale di Perth (Reparto Riso e Isteria di massa) e giudicato guaribile in due settimane; tuttora il samoano è convinto che il suo avversario abbia ingurgitato la palla di proposito per strappargli la partita, che aveva ormai in pugno. Il contenzioso è ancora aperto.

BOWLING – NEW ORLEANS, USA, 1989:
La signorina Josephine Angelheart (che qui vediamo in una foto di repertorio) ha stabilito un record che non ha precedenti nella storia del bowling: è riuscita, in venti lanci, ad abbattere sempre gli stessi birilli, cioè solo i tre della fila centrale senza mai toccare gli altri, totalizzando un 60 da Guinnes, ma giungendo ultima con margine nel suo gruppo. L’anziana donna, che non si è mai sposata perché non ha trovato un anello e un uomo che le stessero al dito, ha centrato i birilli con una metodicità impressionante. Alla fine dell’incontro ha solennemente dichiarato: “Ci sono voluti più di trent’anni di duri allenamenti, numerosi corsi di shiatzu e tantra, una dieta costante e ferrea a base di acciughe, l’appoggio dei miei familiari e una palla di precisione al titanio e calcestruzzo, ma alla fine sono soddisfatta. Ho realizzato il sogno di tutta una vita, e questi giovani di oggi, tutti religione, studio e valori deviati, dovrebbero trarre esempio dal mio gesto”.

TORNEO DELLE NAZIONI DI EQUITAZIONE, CHARLEROI, FRANCIA, 1996:
Il cavaliere Jimmy Eleonire Battons di Glasgow, Scozia (la foto non c’entra niente con lui, è puramente didascalica!), durante la prova a tempo, notò che il suo cavallo stava rallentando l’andatura davanti al sesto ostacolo. Quindi, la puledra di tre anni che montava, Baguette, si fermò a brucare dei narcisi, di cui era ghiotta, che spuntavano da una delle siepi. Atterrito, il giovane fantino smontò dalla sella e implorò l’animale di riprendere la gara, promettendole una doppia razione di avena e acetone, ma con scarsi risultati. Decise, allora, in preda al panico, di continuare la prova senza cavallo: sfilò le briglie e le bardature a Baguette, le indossò e cominciò a saltare, uno dopo l’altro, con breve rincorsa, gli ostacoli del percorso.

Il penultimo ostacolo gli fu fatale: urtò al palo così pesantemente che schizzò in aria, sorvolò l’ultimo ostacolo, e piombò al suolo oltre la linea del traguardo privo di sensi e dei pantaloni. Venne squalificato, dopo un consulto degli arbitri, per aver lasciato cadere dalla bocca il morso e per comportamento immorale e offensivo: come la tradizione scozzese vuole, infatti, non indossava le mutande.

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