Olimpiadi ’84 – Biathlon ’71 – Nuoto ’53

La rubrica è nata grazie alla gentile collaborazione con lo studioso inglese Thomas Andrew Uppercut, docente di Teologia presso il Cambridge College e grande appassionato di ogni tipo di sport, tranne il ping-pong, che egli odia profondamente perché è convinto, e forse a ragione, che il rumore della plastica della pallina sul tavolo sia strettamente collegato col significato della morte spirituale. Dopo aver pubblicato, nel 1993, il testo “I tacchetti del destino”, sui retroscena politici dello sport più famoso del mondo, che ha riscosso un consenso unanime dalla critica e da sua madre, la nostra redazione lo ha contattato sei mesi fa per una cooperazione. E’ sorprendente vedere quanta vitalità e quanta energia abbia ancora in corpo: e pensare che ha novantotto anni e si ciba per mezzo di un argano meccanico! Ci ha regalato tante perle di saggezza, alcune delle quali sono state trascritte qui per voi. Godetevele.


OLIMPIADI DI LOS ANGELES, 1984:
Il fiorettista sovietico Andrej Rantolov era riuscito a pervenire fino a quarti di finale nella categoria del Fioretto Sincronizzato, poi stranamente soppressa, quando, dopo verbose questioni, fu squalificato: un giudice, vedendo lo schermidore togliersi la maschera, scoprì che la indossava al contrario, in modo che gli impedisse totalmente la vista dell’avversario, mossa non consentita dal ferreo regolamento. Inoltre, pochi anni dopo, egli confessò che, nel corso della sua fulgida carriera, aveva conquistato tanti trofei perché nessuno gli aveva mai spiegato che lo spinotto del giubbetto andava collegato col segnapunti elettronico, e non con una radio che trasmetteva vecchi discorsi di Lenin.

CAMPIONATI EUROPEI DI BIATHLON, 1971:
Nessuno voleva nella nazionale italiana di Biathlon l’atleta Ennio Rigatone, perché non era molto affidabile dalla postazione di tiro: infatti, arrivava così stanco dall’estenuante prova di sci di fondo che quando si stendeva per prendere la mira, si appisolava. Veniva puntualmente svegliato dal suo russare, ma quando si apprestava a sparare con la carabina, non riusciva a colpire nulla che non somigliasse ad una Beccaccia Reale, o a sua suocera Ermanna. La squadra ne uscì fortemente penalizzata in quell’edizione e, al ritorno in patria, i colleghi obbligarono Rigatone a chiedere la cittadinanza portoghese, e a sottoscrivere un contratto di lavoro come sottocuoco in un ristorante di Lisbona.

CAMPIONATI ASIATICI DI NUOTO, 1953:
La nuotatrice nordcoreana Ho Min Ling Who, si presentò in vasca, durante le eliminatorie, completamente nuda e infuriata come un’anguilla: l’addetto al lavaggio e all’asciugatura dell’attrezzatura della Nazionale, aveva ristretto il suo costume portafortuna e lo aveva poi usato per commettere adulterio con un fagiano. Dopo numerose spiegazioni, la ragazza ottenne che fosse eseguita un’esecuzione sommaria del colpevole; quindi si convinse ad entrare in vasca, vincendo rabbiosamente la gara. Da quel giorno fu adottata la pratica, tuttora in vigore, della pistola starter. Ma errori simili non furono più commessi!

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