Deserto del Sahara

Onoratissimi signori di questa cosa chiamata Frattaglie,
(la lettera che segue è stata debitamente tradotta dall’arabo: per motivi di comodità abbiamo riportato le parole da sinistra verso destra. Che Allah non ce ne voglia!)

Prima di ogni cosa mi presento. Sono Abdul Rahim Akeem Abudllah Ismahel Raschid Forenthel, per servirvi umilmente. Sono un nomade che viaggia nel deserto, anche se di professione faccio il contabile presso la filiale della Arab Bank del Cairo. Ho scelto la vita nomade perché mi sento più a contatto con la natura… e poi perché sono ricercato per evasione fiscale e mancata donazione di un rene. Ma non parliamo di me.

Penso di aver trovato qualcosa che vi appartiene: un giovane uomo tutto vestito di nero mi si è avvicinato con una scimmia sulla testa e con aria ebete mi ha detto qualcosa che non ho capito. Dopo aver pronunciato queste stranezze è crollato sulla sabbia dell’oasi dove riposavamo stringendo al petto la scimmietta e un’asciugamani rosa stinto dal sole. Nel massimo rispetto per il prossimo, che solo Allah ci ha donato, gli abbiamo frugato subito nelle tasche per rubare, riuscendo a racimolare solo uno scalpello, un dente di tricheco, sette ghinee del ‘600 e la voltura di un contratto di subaffitto per un monolocale a Montecatini. Mi ha colpito però una targhetta che egli aveva appeso al collo: c’era scritto “PROPRIETÀ DI FRATTAGLIE. IN CASO DI SMARRIMENTO, RISPEDIRE AL MITTENTE”, e seguiva il vostro indirizzo e-mail. Penso che adesso sia in viaggio. Noi siamo gente semplice, caritatevole, nomadi gentili e premurosi verso chi soffre. Vi allego un documento che questo signore aveva con sé e il bollettino di pagamento per le spedizioni postali: mi sembra che siano 800 dollari americani. Ma noi siamo gente semplice, ripeto. Ci accontentiamo di altri 1200 dollari, come bonus per lo sforzo di aver buttato il vostro amico su un volo charter diretto in Italia. Grazie della vostra ossequiosa attenzione e scusate il disturbo.

Che Allah vi protegga sempre, come se fosse un vostro zio lontano,

Saluti,
Abdul Rahim Akeem Abudllah Ismahel Raschid Forenthel

Pubblichiamo, qui sotto, gli appunti di viaggio di Albicocca Domenico, e vecchie foto di repertorio, così come li abbiamo ricevuti. A presto,

La redazione di Frattaglie

Deserto del Sahara (da qualche parte)
14/2/2002

Sono giorni che non vedo una goccia d’acqua: peggio che in clinica quando entravamo nel periodo di siccità. Cammino molto lentamente, mentre Prunilla sta terminando di bere dalla sua borraccia personale. Vuole razionare le scorte e quindi a me non spetta da bere, perché io consumo più acqua e così finirebbe presto. Acuta, la mia amica! Sto per arrivare all’oasi di Golnar, almeno così ha detto il dromedario, ci vogliono solo due giorni e tre notti di cammino con la sabbia alle ginocchia. Tutto è meraviglioso qui, questa sabbia rovente, il sole a picco, i serpenti velenosi che strisciano, sono quasi tentato di togliere il piumino. Ma sarebbe un grave errore: quelli che mi spiano avrebbero un vantaggio: vedrebbero il colore della mia biancheria. Oh, si sta alzando il vento. Speriamo che non sia un’altra tempesta di sabbia. L’ultima volta ho perso molti documenti importanti che tenevo nella borsa, e non mi piace molto mangiare i granelli: sono piccoli, appiccicosi, poco digeribili. Il vento aumenta. Penso che mi chinerò su questa duna. Prunilla si sta riparando con l’asciugamani rosa. Le porterà fortuna…

18/2/2002

Ma il sole tramonta a nord o a sud? Non lo ricordo più. Filtrava dalle sbarre della celletta nel pomeriggio, verso le sei, e io affacciavo su Via Piccolomini, chiaramente a nord. Devo andare di là, allora. Le gambe mi fanno male, forse mangio troppa sabbia…

22/2/2002

Sto strisciando mentre scrivo. Mi manca qualcosa. Forse Marione. Che simpatico, coi suoi discorsi sulla fine del mondo in sedici rate mensili, o Franchino che si attaccava ai lampadari e sputava acido corrosivo solo sugli infermieri del turno dispari. Vedo tutto di uno strano colore pervinca, credo a causa del sole troppo forte o degli occhiali nuovi. Prunilla non comunica più con me: forse si è offesa quando ho tentato di addentarle una zampa. Avevo voglia di un po’ di carne. Arriverò alla metà, l’ho promesso ai miei amici di Frattaglie. Vedo acqua laggiù. Non è un miraggio stavolta, ci sono anche le bancarelle e un signore dall’aria familiare che vende bretelle. Correre…

23/2/2002

Odore di acetone – Marchigiano – Foggia è bella ma non so se ci vivrei – Prunilla arrosto con contorno di aspartame – sole – meglio sole che sabbia – Pareti Bianche e lettini celesti – Non voglio più avere paura nella notte – Stringo a me tutto il creato – adipe – la vita è solo adipe – allora.
Albicocca Domenico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *