Alle foci dell’Orinoco – Belle pollastrelle bagnate e appetitose

Questa rubrica si propone esaminare e valutare i locali nostrani più originali ed innovativi Il nostro inviato spazierà dai ristoranti ai pubs, dalle discoteche alle trattorie, dai disco-bar ai caffè, per svelarvene vizi e virtù.


Salve a tutti, sono Amerigo Tràstula e da oggi vi porterò per mano nel mio girovagare senza senso nei locali più curiosi di quest’Italia nostra (ed anche un po’ vostra).

La mia prima peregrinazione, in preda ovviamente ai fumi dell’alcool, mi ha portato a Cozzile, ridente paese della Toscana, dove recentemente è stato aperta una splendida birreria in Via dalle Balle 12. La birreria in questione si chiama “Alle foci dell’Orinoco“, con un’evidente riferimento al celebre fiume americano, e presenta una serie di stramberie che fanno di essa una vera chicca per chi odia la banalità. Infatti i fratelli Urolomeo, legittimi proprietari nonché gestori del locale, hanno avuto un’idea veramente geniale: dotare ogni singolo tavolino di uno speciale meccanismo di spillatura che fa sgorgare la birra dal basso verso l’alto con violenti getti improvvisi, come se si trattasse di un vero e proprio geyser. Il risultato è sorprendente: gli avventori si muniscono di occhialini in plastica trasparente (noleggiati dai proprietari a 3 euro) e sporgono la testa in corrispondenza del buco al centro del tavolino, aspettando che il violentissimo e spumoso zampillo li travolga letteralmente, inondando non solo la loro faccia, ma anche i vestiti, di ottima birra tedesca chiara, dal gusto morbido e leggermente aromatizzato.

Devo dire che il mio giudizio è decisamente positivo (voto 8 su 10), anche perchè i simpatici fratelli Urolomeo mi hanno offerto 12 inondazioni di birra gratis affinchè pubblicizzassi il loro locale; è mio dovere, comunque, segnalare a titolo informativo che è veramente difficile bere la birra da tali getti, e dato che ognuno di essi costa 15 euro ho visto diverse comitive di ragazzi che leccavano la birra dal tavolino e da terra per riuscire a berne un pò. Inoltre all’uscita i vestiti sono fradici, e d’inverno è consigliabile indossare impermeabili per non prendere freddo all’uscita.

Il secondo locale che ho visitato per voi non mi ha invece convinto del tutto.
Si trova a Baiano, in provincia di Avellino (Campania), e si chiama “Belle pollastrelle bagnate e appetitose“. Inutile negarvi che, tra una recensione e l’altra, pensavo di spassarmela un poco, ma le cose non sono andate proprio come le immaginavo.

All’entrata mi sono guardato intorno, aspettandomi una pista con le pollastrelle che ballavano, ed invece non c’era altro che delle rozze tavole di legno grossolano, con avventori (quasi tutti uomini) dall’aria pensierosa accalcati su delle panche ancora più grezze dei tavoli. Un tipo dall’aria spiccia e maleducata mi ha preso letteralmente per un braccio, portandomi a sedere su una panca, insieme a persone che non avevo mai visto in vita mia. Mi sono detto “Amerigo, aspetta prima di giudicare”; ma dopo qualche minuto – senza che ordinassi alcunchè! – è arrivato un omaccione con un paio di guantiere piene di polli arrosto, che ci ha spiegato che “‘e pullastrelle” andavano condite e bagnate con uno speciale olio di loro produzione, contenuto in una ciotola unta e bisunta sia dentro che fuori.

Non sono stato bene (voto 3). Il fatto che mi aspettassi un locale diverso è stato poco rilevante; ciò che mi ha dato fastidio è che a me il pollo non piace molto (ed infatti NON lo avevo ordinato) e che l’olio che ci hanno dato per condirlo aveva lo stesso odore (e, credo, sapore) di quello che metto nel motore della mia auto.

Per questo numero ho terminato, buon divertimento.

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