Playboy per vendetta

Playboy Nessuna donna gli resiste. La conquista ed il corteggiamento per lui non hanno segreti. Riesce a sfilare le calze con una semplice contrazione del bulbo oculare. Di chi sto parlando? Ma è semplice: di Goffredo Barzotto Friccicalupo, uno dei più famosi playboy nostrani di tutti i tempi, tombeur de femme di professione e ginecologo per vocazione.

Da anni i giornali scandalistici riportano affannosamente le sue conquiste, ma Goffredo non sembra voler dare il tempo ai paparazzi di scattargli una foto con una donna famosa, che già si avventa come un avvoltoio affamato su un’altra preda, facendone a brandelli le carni macilente e devastandone il corpo anelante al godimento (scusate, mi sono fatto prendere un po’ la mano…).

Chi non ricorda le sue recenti scorribande sulla riviera romagnola, dove ha fatto strage di cuori offrendo tortellini alla bolognese con fare lascivo, le turbolente irruzioni a Porto Cervo a bordo del suo yacht “Ottopussy: 36 metri di piacere” (una splendida imbarcazione dotata di undici camere da letto, rivestimenti in velluto rosso e pelle di pitone, ed una capiente stiva piena di sfrenati ed allusivi conigli adulti), le continue visite al casinò di Montecarlo, in cui sfoga tutti i suoi vizi con la stessa noncuranza con cui un orsetto lavatore gioca a bridge con una cicogna albina.

Proprio a Montecarlo, e precisamente al “Gran Galà di beneficenza per Ninfomani in astinenza”, Goffredo è stato ultimamente sorpreso con la sua ultima conquista, nientedimeno che la grandissima Sofia Loren, la quale si è dedicata con totale trasporto a lui per tutta la serata, trascurando amici famosi come Alberto di Monaco, Bill Clinton, Paulo Roberto Falcao e Luca Sardella.

Ma da cosa deriva una tale dedizione e passione per questa attività, e quali sono i segreti che consentono a Goffredo Barzotto Friccicalupo di avere una percentuale di successo con le donne così elevata da sfiorare l’infallibilità? Volevamo chiederlo ad Emilio Fede, ma non c’era e così abbiamo pensato di chiederlo a lui stesso; mi sono dunque recato nella sua residenza estiva a Ladispoli, un condominio veramente interessante, rivestito in pelle, velluto rosso ecc. ecc., per porgli la fatale domanda.

Goffredo mi ha aperto la porta personalmente, tenendo in braccio il suo fedele volpino Kamasutra. Poi, dopo avermi fatto accomodare ed aver preteso che lo chiamassi “Maestro”, ha dapprima riempito la sua preziosa pipa (non di tabacco comune, lui usa solo peli pubici di cameriera tirolese ndr), e, dopo averla accesa, mi ha raccontato brevemente la sua affascinante storia, che vi riporto integralmente.

G.B.F.: “Da ragazzino ero davvero bruttino, dato che avevo la lordosi, la cifosi e la scoliosi insieme, e dunque le ragazzine mi ignoravano sistematicamente. Ricordo la loro indifferenza, le risatine, quelle orribili feste in cui tutti ballavano con l’innamoratina mentre io invece danzavo con il cane del festeggiato facendo finta di essere cinofilo. Ma, come spesso accade, il brutto anatroccolo diventò un cigno, e così incominciai a ballare anche con uccelli e poi con maschi stranamente compiacenti. A venti anni ero diventato un bel ragazzo e le donne non mi mancavano; ma non mi bastava, volevo di più, volevo diventare il più amato, il più desiderato, il più rattuso di tutti! A questo punto il destino, che tanto mi era stato avverso da piccolo, venne inaspettatamente in mio aiuto: una fortuna in danaro mi piovve letteralmente dal cielo, dato che il mio ricchissimo nonno Iacopone morì cadendo dal ventesimo piano di uno dei suoi palazzi, lasciandomi tutti i suoi averi.

Le donne aumentarono subito in maniera spropositata; in verità sono sempre stato convinto che fosse necessaria un’altra dote fondamentale per avere un tale successo, ma una volta mi finsi povero per una settimana e le donne svanirono immediatamente. Poi, cosa vuole, la mia fama si è diffusa un po’ dovunque e le donne mi riconoscono appena mi vedono. Certe volte mi sembra persino eccessivo il loro attaccamento a me, come quando Elizabeth Taylor si fece confezionare un paio di mutande con la mia foto in primo piano, o quando Bo Derek, per non essere scaricata subito, finse per due giorni di essersi incastrata nella cuccia del mio cane, per non parlare di Sandra Milo, che, in preda ad un crisi di gelosia, guidò personalmente la ruspa che distrusse la mia residenza invernale di Lagonegro. In ogni caso, come le ho appena detto, alla base di una simile carriera ci sono comunque anni di sacrifici e di mezze tacchette”.

Meraviglioso. Incontrare un personaggio così interessante e fuori dal comune lascia veramente un’emozione nel cuore e qualcosa da raccontare un giorno ai nipotini, ma la cosa che conserverò più gelosamente è la cravatta di setole di mungitrice tibetana che Goffredo Barzotto Friccicalupo mi ha generosamente regalato come ricordo. Peccato che non riesca a trovare la camicia in peli di ascella di parrucchiera canadese per potercela abbinare.

* * * Il fotomontaggio è stato realizzato da Daniele * * *

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