Isole Bermuda

Cari amici di Frattaglie,

la mia scimmietta tuttofare Prunilla mi ha consigliato di fare una vacanza rilassante, Prunilladato che negli ultimi tempi lo stress accumulato ha fatto riemergere dalla mia mente il caos e il disorientamento che avevo quando ero in clinica. Marione diceva sempre di non preoccuparmi: nel caso le giraffe cattive mi avessero aggredito ancora, un breve riposo in un paese lontano sarebbe bastato a stordirle per un po’.

E ho scelto un posto tranquillo, caratteristico e stupendo, per il mio breve soggiorno: le isole delle Bermuda. Non disponendo di denaro sufficiente, visto che tutto quello che mi avete spedito nel vostro ultimo vaglia si limitava al messaggio: “Le montagne sono in fiore, non pretendo il tuo amore!”, ho diviso la spesa con tre miei carissimi amici e colleghi, che da tempo tentavano di organizzare una vacanza in Veneto: sto parlando di Ursus Cadlegani (Cento modi…), Saturnino Focares (Viaggi nell’ignoto) e Vito Mastrunzo (Attualità: la parola a Mastrunzo).

Purtroppo il prof. Sciarbrun (che saluto indistintamente) è in bolletta, dato che un Sumero gli è piombato in casa in un torrido pomeriggio estivo gridando: “Dov’è? Dov’è quel pazzo mitomane!” e ha fracassato il video e la scheda madre di quella lucidatrice che egli si ostina a chiamare computer.
Una volta arrivati a destinazione, abbiamo dovuto fare i conti con la lingua, perché nessuno di noi parlava inglese: io conosco un po’ il foggiano e il linguaggio dei segni, il signor Cadlegani mastica il francese, ma sa dire solo frasi d’amore, Focares conosce l’inglese ma si ostina a non parlarlo per paura che gli alieni lo rintraccino, mentre Mastrunzo non riesce a capirlo nessuno, nemmeno io. Solo grazie a Prunilla, che gesticola sapientemente, siamo giunti ad un bellissimo albergo sulla spiaggia, cinque stelle, di cui tre attaccate con il nastro adesivo dal proprietario, piscina con tanto di alghe e funghi, doccia calda scozzese, campi da tennis senza rete e bagno esterno alla turca. Vi confesso che mi aspettavo un’accoglienza diversa: nessuno mi ha rinchiuso in una cassa o aggredito con un piccone, non ho dovuto svolgere lavori nelle fognature, e mi hanno accompagnato perfino in una stanza con un letto e con la finestra. Nonostante questo, il signor Mastrunzo si è lamentato della sua stanza perché non riusciva a mettersi in contatto con sua figlia Smeraldina tramite il walkie-tolkie comprato al discount sotto casa. La prima sera non sono riuscito a chiudere occhio; era così tanto tempo che non poggiavo la testa su un cuscino che ho dovuto prima spiumarlo e inserirvi arbusti, foglie e del ghiaccio secco all’interno.

Il mare è bellissimo, pieno di squali-tigre, barriere coralline e ostriche perlifere; Prunilla e io andiamo ghiotti di tutt’e tre, alla griglia, e ci stiamo godendo il sole e la natura. La sabbia è finissima e, da quando il dottor Focares ci ha insegnato come costruire un varco dimensionale usando solo secchiello e paletta, ci divertiamo a scoprire nuovi mondi bui ed umidi, facendoci seppellire a cinque metri sotto il livello del mare. Il professor Cadlegani, intanto, si è interessato agli usi e costumi amorosi degli indigeni. Dice che fra poco sarà in grado di distinguere una donna del luogo da una locusta gigante, e di riuscire a farsi rifiutare da entrambe.

La cosa più bella, però, è stata la festa organizzata dal villaggio per il cinquantesimo compleanno di Baboodoo, lo stregone (e idraulico!) locale, che si è fatta sulla spiaggia ed a cui hanno partecipato tutti, compresi alcuni turisti legati e immersi in un pentolone per l’occasione.

Abbiamo ballato e fumato da una strana pipa di legno, ed è stato allora che ho rivisto davanti a me Amedeo, un infermiere addetto al raccoglimento delle feci dopo l’elettroshock. Tutto si è concluso con la limbo dance ed un enorme rissa, scatenata da una frase poco carina del signor Mastrunzo, che ha detto: “SAMENTA, MI HAI ABBUFFATO A’ GUALLERA. MO TI ARAPO A’ CAPOCCIA COME NA NOCE E’ COCCO!”, riferendosi al festeggiato.

Tutto bene, comunque. Ci siamo salutati qualche giorno fa, ed ognuno è stato costretto a tornare a casa, anche perché lo stregone ci ha fatto una fattura a morte, provocandoci dolori addominali e diarrea.
Sto per partire per il mio nuovo viaggio, fatemi avere vostre notizie e, questa volta, del denaro, per favore. Salutatemi tutti e a presto,

vostro Albicocca Domenico

P.S. : Prunilla vi manda una registrazione di una chiacchierata tra noi quattro sotto un ombrellone. Spero che il rumore dell’uragano tropicale in sottofondo non disturbi troppo. Arrivederci.

Dalla spiaggia delle isole bermuda (Sbobinatura)
(Il seguente dialogo è disturbato da forti raffiche di vento e da pioggia a scrosci)

CADLEGANI: Vedete quella ragazzina che fugge via impaurita? Non troverà mai marito se corre con le gambe così storte.
MASTRUNZO: Ancora donne? SO DUE ORE, DUE CHE CE STAI AMMOSCIANDO CO’ STE DONNE!! C’HO ER MASCARPONE ALLE PALLE!!! E dai, abbozzala.
CADLEGANI: Siamo venuti qui per questo, no? Non vedo cosa altro possa esserci di interessante su quest’isola.
FOCARES: Scherzi? Qui scompaiono aerei, navi e portafogli come dal cilindro di Silvan. Le Bermuda nascondono ignoti e sconcertanti segreti.
ALBICOCCA: Sì, sì, sì?!
CADLEGANI: Passami la crema solare.
PRUNILLA grugnisce
MASTRUNZO: E poi non ho capito: dove cazzo stanno sti bermuda? LO DICE IL NOME ISTESSO, BERMUDA, MA ANCORA NON M’HANNO REGALATO ‘N FREGNO! LADRONIIIII!!! FALSIIIII! ‘MPOSTORI!!!!! Ma che maniere…
FOCARES: E’ il triangolo che cela la verità. Il triangolo delle Bermuda è la causa di queste stranezze… Buono sto ghiacciolo.
CADLEGANI: Il triangolo della donna è fonte della vita.
FOCARES: Giusto.
ALBICOCCA: Cosa?!
MASTRUNZO: Sta a parlà della canzona di Renato Zero: E’ VECCHIA DE TRENT’ANNI E ANCORA TE TU CE STAI APPRESSOOOO? Te puozze venì ‘na sciorda malegna, animacci tui.
CADLEGANI: Guardate!! Una figura si avvicina a noi eseguendo una strana danza primitiva di corteggiamento. Che spettacolo!
ALBICOCCA: Prunilla, fai una foto.
FOCARES: E’ quasi certamente un alieno. Avvicinati, creatura, siamo pronti al contatto. Maledizione, non dovevo ringraziare il cameriere in inglese stamani.
ALBICOCCA: Dio mio, è il dottore! No, no, non voglio più fare le iniezioni, nooooo!!!!
MASTRUNZO: Site ‘na manica e pesc’ addurmuti! Ma non lo vedete che è ‘o gelataro che fuie co’o carretto! A BALORDO, VIE’ QUA! PISTACCHIO! PISTACCHIOOOO!!!!
CADLEGANI: AMARENAAAA!!!!
FOCARES: MANDORLATOOOO!!!!
ALBICOCCA: Eh, a me albicocca, albicocca. Eh, Eh, Eh… E tu?
PRUNILLA guaisce

(Le voci si dissolvono nella tempesta tropicale)

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